Pietro Ballerini Puviani

Pietro Ballerini Puviani

RECENSIONI

Chris Morgan, ufficiale della Marina americana, è uno degli ultimi discendenti del più celebre corsaro di tutti i tempi: Henry Morgan. Processato dalla Corte Marziale per essere venuto meno alla catena di comando (per un buon motivo) e radiato con disonore dal corpo, Chris vede la sua vita finire a rotoli. Il sogno della divisa, quella dei Seal dell’US Navy, le forze speciali. La sua relazione sentimentale, la famiglia. In più, le difficoltà finanziarie. Così, si lascia convincere da uno dei due commilitoni che facevano parte della sua squadra, radiati anche loro, e passa “dall’altra parte”. Diventa un pirata. I suoi obiettivi sono le navi e gli yacht di lusso e il loro carico di armi, contanti, gioielli e opere d’arte. I primi colpi vanno bene, fruttano milioni di dollari. La sua vita cambia, si trova un buen retiro in Honduras, e medita di mollare un’attività che, nonostante i benefici, gli crea non pochi problemi di coscienza. Ma il destino per lui ha in mente ben altro: dopo essere tornato in pista, per aiutare uno dei suoi compagni, mettendo a segno un colpo ad una persona che “non doveva essere toccata”, è catturato dagli uomini di una task force internazionale impegnata a contrastare i nuovi predoni dei mari. Così, si rimette la divisa e torna in azione.
Finisce qui l’introduzione alla trama. Andare oltre, rovinerebbe la sopresa, il piacere di leggere. Un buon libro.
Troverete anche voi che in Italia è difficile imbattersi in un testo di azione legato al mare, che non sia prettamente di guerra. C’è Clive Cussler, c’è Marco Buticchi. Non molti altri. Ballerini Puviani, di cui ho già letto alcune altre cose in precedenza, come “Sangue sull’America’s Cup”, riesce a soddisfare l’esigenza di azione, mare, ritmo, scenari che cambiano sul reticolo di meridiani e paralleli, mantenendo la presa su una trama che regge sino in fondo.
(Il sangue del Pirata – La Stampa.it, 4-11-2009)


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L’idea è originale: un giallo costruito intorno alla Coppa America, l’evento velico più famoso e seguito al mondo. Evento che come le corse di Formula Uno è altrettanto spettacolare e coinvolge quindi sponsor internazionali con l’impiego di capitali da capogiro. Lui: il timoniere famoso ed apprezzato, corteggiatissimo dagli armatori ma anche dalle belle donne. Lei: la bella ed affascinante antiquaria inglese. Gli altri: il team italiano di Coppa America pieno di invidie e di tensioni interne. Lo sfondo è lo scenario degli “act” che precedono le regate vere e proprie di Coppa America. Tommaso, timoniere del sindacato Velitalia, dopo avere ottenuto tale ruolo sulla barca di punta del sindacato, viene coinvolto, innocente, in una storiaccia di sangue e passione. Tutto gioca contro di lui, tanto da costringerlo a fuggire oltre Atlantico con il suo Swan. Ricco lui, ricchissimo l’amico fidato che dall’Italia non bada a spese per dipanare, ma con scarso successo, l’intricata matassa ordita dal vero colpevole che avvolge la verità. I colpi di scena si susseguono, ed il nostro diviene protagonista di mille avventure che, con alti e bassi, lasciandosi alle spalle più di uno scrupolo, lo portano ad acquisire ricchezze smisurate. Lui, però, pensa sempre a Lei, forzatamente abbandonata, ed alla vendetta contro chi gli ha così improvvisamente sconvolto l’esistenza. Il parallelo con il conte di MOntecristo viene da se’, e Tommaso ne veste sempre i panni. La vicenda si ingarbuglia finché il sangue torna a scorrere di nuovo ed imprevedibilmente sull’America’s Cup. Ricatti, attentati, imbrogli finanziari internazionali condiscono il tutto. Alla fine la vendetta verrà da sé ed il bene e la ricchezza trionferanno. la trama del romanzo è fluida ed incalzante ed il lettore è facilmente catturato da questo singolare aspetto della Coppa America che, vista come spettacolo, non lascerebbe trapelare risvolti così romanzeschi. Il finale, non proprio imprevedibile, induce ad una sorta di considerazione molto ottimista: se sei bello, ricco e buono, anche gli eventi più negativi della vita volgeranno prima o poi, come il vento, a tuo favore, gli ostacoli si spianeranno e vivrai a lungo felice e contento.

(Rivista della Lega Navale Italiana, novembre – dicembre 2007)

Questo avvincente thriller, ambientato a Valencia durante l’America’s Cup, racconta l’avventura di Tommaso Bortolotti, skipper di una barca italiana, in procinto di sposare un’affascinante inglese, che viene accusato di aver ucciso una ragazza, un barbaro omicidio che naturalmente non ha commesso. Tommaso decide di fuggire in attesa dell’esito delle indagini e lascia la fidanzata, gli amici e soprattutto la possibilità di partecipare al sogno della sua vita come skipper di Coppa America. Una fuga che lo porta a percorrere le coste messicane e del sud America, a cambiare identità, senza però mai dimenticare la sua Corinne, abbandonata senza tante spiegazioni. Un tarlo che lo accompagnerà nella sua lunga latitanza e che sarà il motivo dell’affannosa ricerca della verità sull’omicidio. Un romanzo dinamico che piacerà agli amanti del genere giallo e della vela, perché l’autore, appassionato ed esperto di regate, è riuscito con maestria ad ambientare un thriller nell’ambiente delle regate di Coppa America, facendo vivere forti emozioni a bordo di imbarcazioni in regata.

(Sangue sull’America’s CupNautica On Line – luglio 2007)

Nei mesi in cui l’America’s Cup è al suo apice, i prodotti legati alla manifestazione, giorno dopo giorno, hanno invaso il mondo: videogiochi, gioielli, linee di abbigliamento. E, soprattutto, libri.
Tanti sono infatti i volumi che durante ogni Coppa spuntano nelle librerie, dagli USA all’Italia. Fra quelli usciti quest’anno nel nostro paese, uno fra i più interessanti è certamente Sangue sull’America’s Cup, di Pietro Ballerini Puviani (edito da Mursia). Un giallo ambientato a Valencia, in cui il protagonista è un giovane milanese di buona famiglia, campione di vela e timoniere designato di una barca italiana impegnata nelle regate dell’America’s Cup. E chissà se qualcuno già si sia ritrovato in questa descrizione.

(Sangue sull’America’s Cup, Panorama.it, 21 giugno 2007)

Un romanzo avvincente, il quinto dello scrittore bolognese Pietro Ballerini Puviani. Non ci poteva essere periodo migliore per pubblicare un libro come “Sangue sull’America’s Cup”. In piena euforia velica, il bolognese Pietro Ballerini Puviani (appassionato e velista di lungo corso) ha ambientato il suo avvincente thriller proprio all’ombra di gennaker e spinnaker delle costosissime imbarcazioni. Tommaso Bortolotti, promettente skipper di un equipaggio italiano alla Louis Vuitton Cup, viene incastrato dall’accusa di un barbaro omicidio. Omicidio che naturalmente non ha commesso. Tommaso decide di fuggire, lasciando dietro di sè la fidanzata, gli amici e soprattutto la possibilità di partecipare al sogno della sua vita. Una fuga che lo poterà a percorrere le coste messicane e del sud America, a cambiare identità, senza però mai dimenticare la sua Corinne, abbandonata senza tante spiegazioni. Un tarlo che lo accompagnerà nella sua lunga latitanza e che sarà il motivo dell’affanosa ricerca della verità sull’omicidio. Il romanzo, edito da Mursia (18 euro), sarà presentato dall’autore venerdì pomeriggio alle 18 alla libreria Melbook Store di Bologna in via Rizzoli.

(Sangue sull’America’s Cup – Quotidiano.Net, 31 maggio 2007)

Ho letto un bel libro. S’intitola “Sangue sulla Coppa America”, è un romanzo pubblicato dalla Mursia e scritto da Pietro Ballerini Pluviani , un avvocato civilista di Bologna, grande appassionato di vela. La vela si respira, in queste pagine. E anche il mare. Ma è accattivante anche il plot, quello di un timoniere di un sindacato italiano che, a Valencia, resta intrappolato in un omicidio. E’ uccisa l’addetta stampa del team, lui era con lei poco prima che morisse… insomma, lo incolpano. E non gli resta che fuggire.
Il libro è di 416 pagine. Ma ciò non vi spaventi. Vanno giù che è un piacere. I colpi di scena sono tanti e si arriva presto al punto di non ritorno, cioé quello di non poter smettere di leggere per vedere come finisce.

(Sangue sull’America’s Cup – La Stampa.it, 2 maggio 2007)

Torna Black Hawk. Le imprese del gentiluomo veneziano, costretto a diventare suo malgrado corsaro per la corona britannica, proseguono con questo secondo libro di Pietro Ballerini Puviani. L’autore ambienta il suo eroe nelle acque del Madagascar, spostandolo dalle Antille assieme alla fidanzata Eloisa, ed impegnandolo in una serie di rocambolesche avventure, come si conviene ad ogni vero romanzo, appunto, d’avventura.

(Black Hawk – Caccia nell’Oceano Indiano, Il Giornale della Vela)

Alla fine del XVII secolo, il nobile veneziano Andrea Riva Rossa di Lungavilla, fugge dalla Serenissima e fa rotta sui Caraibi, dove diventerà Black Hawk, uno dei corsari più temuti delle Indie Occidentali. E’ l’inizio di Black Hawk. Gentiluomo di ventura, romanzo d’avventura e di mare scritto dall’avvocato bolognese Pietro Ballerini Puviani., appassionato velista cresciuto – da lettore – nel mito di Emilio Salgari. Black Hawk è l’erede delle avventure del Corsaro Nero, l’indimenticabile personaggio creato dallo scrittore veronese al quale Ballerini Puviani dedica, non a caso, il suo romanzo. Intriso di atmosfere salgariane Black Hawk si inserisce nell’affascinante filone del romanzo storico d’avventura. Negli ultimi anni del ‘600 le rotte del Nuovo Mondo diventano lo scenario delle innumerevoli scorribande dei corsari, briganti degli oceani che mettono la loro abilità marinara a disposizione dei governi dei grandi stati nazionali. In particolar modo è tra Inghilterra e Spagna la lotta più dura per raggiungere l’egemonia commerciale. In questo scenario storico di violenze e ruberie vive il protagonista Black Hawk, che al soldo degli inglesi diventa in breve uno dei corsari più crudeli dei Mari del Sud. L’isola di Tortuga la sua base operativa e il suo rifugio ma, come nei migliori romanzi di Salgari, Black Hawk, corsaro per fuga e per forza, troverà un senso alla propria vita errabonda nella passione per la bella e fedele Eloisa, con la quale dividerà il coraggio e la spregiudicatezza dei suoi viaggi nel mare d’avventura e mistero.

(Black Hawk – Gentiluomo di Ventura, Il Quotidiano.net)

Un romanzo di avventura e di mare che si snoda nelle acque minacciose dei Caraibi, in un mondo racchiuso tra storia e leggenda. Vi si raccontano le avventure dei corsari caraibici del XVII secolo e una storia particolarmente avvincente. Quella di un gentiluomo veneziano, Andrea Riva Rossa di Lungavilla che, costretto ad allontanarsi dalla sua città a causa di una cospirazione contro la sua famiglia, diventa corsaro per conto degli Inglesi e protagonista di battaglie navali, duelli e arrembaggi. E’ così che Andrew Black Hawk semina terrore tra le flotte delle maggiori potenze marittime dell’epoca, impegnate nella conquista delle Indie Occidentali e a sottrarsi reciprocamente i tesori raccolti. Frutto di un attento lavoro di ricostruzione storica, questo romanzo, oltre ad appassionare per la coinvolgente trama, ci fa un quadro preciso e documentato delle usanze dei pirati e dei corsari che infestarono le Antille e dell’epoca tormentata, ricca di guerre e di alleanze fra i paesi europei.

(Black Hawk – Gentiluomo di Ventura, Nautica On Line)

I casi della vita riservano sempre grosse sorprese. Possono trasformare un gentiluomo in un corsaro e un compassato avvocato di città in uno scrittore di romanzi di avventura. Ed è quello che è successo a Pietro Ballerini Puviani e al protagonista del suo libro Black Hawk ambientato nella Venezia a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, dove il nobile gentiluomo Andrea Riva Rossa di Lungavilla è costretto a lasciare la Serenissima per motivi politici, a cambiare identità e a reinventarsi nel ruolo di Black Hawk, il più temuto corsaro del Mar delle Antille. E così l’eclettico avvocato, cresciuto fra i tomi di giurisprudenza, seguendo la tradizione familiare e i romanzi salgariani, ha repentinamente ed entusiasticamente vestito i panni dello scrittore, dando corpo alla sua passione per la letteratura d’avventura e dedicandosi alla stesura di un romanzo di mare e di pirati che si inserisce nella collana edita da Mursia «Biblioteca del Mare». E’ proprio il mare a fare da trait d’union tra la vita bolognese dell’avvocato e l’avventura di Black Hawk, un mare che ha appassionato Ballerini Puviani fin da bambino e che lo ha condotto ad appassionarsi al mondo della vela e a partecipare a diverse regate: per inseguire un sogno, un mare, che per il corsaro è diventato l’unica via di scampo, il sogno di una vita finalmente libera. Nell’ambito letterario, comunque, l’eclettico avvocato non è un vero e proprio neofita, avendo in passato già pubblicato due romanzi di spionaggio ispirati invece dal suo interesse per la tecnologia e dalla sua conoscenza delle armi e delle strategie militari. E intanto sta già pensando a nuove avventure per Black Hawk, nelle acque minacciose del Mar dei Caraibi.

(Black Hawk – Gentiluomo di Ventura, Il Resto del Carlino)

L’incredibile saga di un nobile veneziano, costretto a fuggire dalla propria patria alla fine del “600”, che si ritrova a fare il corsaro, impegnato nelle tormentate acque del Mar dei Caraibi, per conto della corona inglese. Dalla fantasia di Pietro Ballerini Puviani, arriva nelle librerie questo romanzo di cappa e spada intitolato Black Hawk, ambientato in un contesto storicamente verosimile, nel solco delle avventure salgariane. L’Autore, che è un grande appassionato di vela a livello agonistico, oltre ad essere un autentico esperto di “cose di mare”, ha anche scritto altri due romanzi di spionaggio.

(Black Hawk – Gentiluomo di Ventura, Fare Vela)

Ricetta base per giallisti dal palato esigente. Ingredienti: un ladro a riposo, conosciuto in tutto il mondo con il nome di Ariel, capace di colpi formidabili, caduto in disgrazia a causa dell’abbandono della sua amata; una bella, affascinante e ricca signora, Julie, fonte di tutti i guai, compresa la depressione del ladro; una manciata di cattivi al servizio del truce e diabolico Ghassan, spietato terrorista mediorientale; un progetto supersegreto del Pentagono. Preparazione della ricetta: amalgamare sapientemente gli ingredienti aggiungendo al composto sesso q.b. e una bella dose di suspence; diluire poi il tutto in duecentottantatrè pagine opportunamente suddivise tra isole private del Mar Cinese, Los Angeles, Bangkok e Londra. Ed ecco pronto lo squisito e appetitoso Le Sentinelle del Cielo. L’autore, Pietro Ballerini Puviani, romanziere per vocazione ed avvocato per “necessità”, con le Sentinelle del Cielo rivaleggia con il miglior Ian Fleming. Infatti, l’eroe del romanzo, Ariel, come lo “spiritello dispettoso” della commedia shakesperiana La Tempesta, condivide con James Bond qualità eccezionali: prestanza fisica e intelligenza, coraggio e astuzia, tenacia e intuito. Il personaggio creato da Puviani, all’anagrafe William Trevorn, si mostra inflessibile con i nemici e totalmente devoto alla “causa” (nella fattispecie il recupero di una valigetta contenente un congegno sofisticato in grado di entrare nei sistemi di comunicazione spaziale degli Stati Uniti) e per servirla è disposto anche a morire. Come Bond, è molto sensibile al fascino delle belle donne, ma mentre l’eroe di Fleming tratta le donne cinicamente come oggetti di piacere (dei quali magari disfarsi alla prima occasione), Ariel è perdutamente innamorato di Julie e per lei, che è stata rapita, ritorna in azione, nonostante avesse deciso di smettere definitivamente con i furti rocamboleschi e sofisticati per i quali è famoso in tutto il pianeta. Entrambi i personaggi disegnano un archetipo che riassume alcuni aspetti dell’ideale puramente edonistico di molta borghesia contemporanea. Appartengono ad una società consumistica che non ha più fede ne’ ideologia, ne’ miti. E’ vero, entrambi sono pronti ad immolarsi per la “causa”, ma questo per loro coincide sempre con un bel gruzzolo di denaro. Inoltre, nel nostro caso si tratta di liberare l’amata dalla prigionia. A conti fatti, l’unico valore che convince ad agire è il benessere. Ma anche qui con un distinguo: mentre l’agente segreto James Bond è ufficialmente al servizio della potente organizzazione britannica del controspionaggio, Ariel è un vero e proprio ladro free-lance che non disdegna il doppio gioco per raggiungere il suo obiettivo. Ariel/William Trevorn è un ladro-gentiluomo affascinante, presentato all’inizio del romanzo come un essere alla deriva, in crisi, alle prese con un’esistenza offuscata dal dolore per l’abbandono di Julie. Ma quando quest’ultima viene rapita da Ghassan e minacciata di morte se Ariel non accetterà di collaborare con lui, il ladro, spinto in questa occasione più dall’amore che dal “dovere”, torna in pista più agile, ingegnoso e scaltro che mai. Ancora una volta, Ariel può dare sfogo al suo estro nel combinare e sciogliere intrighi rischiosissimi. I nemici che si trova di fronte sono due: Ghassan, alle dipendenze di un ricchissimo principe arabo e gli Stati Uniti stessi, ai quali deve rubare la preziosa valigetta. Ma il nostro ladro è in fondo un uomo dall’animo leale e buono, al punto che, una volta entrato in possesso della refurtiva con un gioco da ragazzi, intuendo benissimo l’uso che gli arabi potrebbero fare del contenuto della valigetta e dei decodificatori che l’accompagnano, decide di restituirla ai legittimi possessori, gli Stati Uniti, in cambio di una più che legittima contropartita, cioè l’aiuto e i mezzi necessari per liberare Julie. In questo avvincente romanzo gli eventi si susseguono senza respiro in un fitto incalzare che non lascia spazi agli indugi meditativi; centrato soprattutto sull’azione e sull’avventura e, fedele al modello letterario iniziato da Ian Fleming, esula dall’ambito del poliziesco tout court in quanto gli elementi della detection sono rari e labili a favore dell’emozione e della suspence. Se la narrazione conquista immediatamente il lettore lo si deve anche allo stile di Puviani; rapido, compatto, venato di toni e di sfumature che vanno dalla dolcezza alla violenza più spiccata, con accelerazioni o ritardi calcolati al millesimo, con impennate e scatti che rimandano dalla pagina l’immediatezza del gesto. Giochi e doppi giochi, mascheramenti e travestimenti sono all’ordine del giorno, ma sempre condotti con abile perizia, senza mai scadere nell’artificio. Il testo scorre visivamente grazie anche alla documentazione, alla capacità e alla precisione del linguaggio impiegati dall’autore con decisa e sicura padronanza. Particolari sottigliezze tecnologiche (descrizioni di armi, incrociatori, elicotteri, esplosivi, satelliti, ecc.) contribuiscono a dare maggior rilievo ad una narrazione che spesso e volentieri scorre sul filo del web senza mai appesantirla, dal momento che Puviani affida alle ricorrenti note le eventuali informazioni supplementari, indicando sempre il sito Internet in cui cercare eventuali ragguagli.

(Le Sentinelle del Cielo – Delitti di Carta, 1999)

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Pietro Ballerini Puviani
12 febbraio 2013